Fabrizio Bergamo, fotografo, nasce a Venezia nel 1951. Nella sua lunga carriera, iniziata nel 1975, spazia dall’arredamento, allo still life, alla ritrattistica, realizzando servizi fotografici per le più prestigiose riviste internazionali, e campagne di immagine per i maggiori marchi di arredamento, italiani e non.

In campo artistico, tra i suoi progetti più riusciti, una serie di ritratti in stenoscopia, capaci di fotografare la realtà, non come mera riproduzione, ma come fonte di luce primigenia.

Vive a Milano con una moglie, una figlia ventenne e un cane Labrador nero.

Del 2012 è la sua mostra i Santi, curata da Mario Giusti per lo spazio HQ-Headquarter, che realizza in compagnia dell’architetto scenografo Davide Pizzigoni. Opere di grandi dimensioni, 250x300 cm, dedicate alla sofferenza quotidiana ed abituale dell’uomo.

Nel maggio del 2013, dopo numerose collettive di successo si presenta a Milano con la personale Volti: 30 ritratti ed un’installazione nell’Oratorio della Basilica di SantAmbrogio.

 

L’originale procedimento di creazione delle opere di Fabrizio Bergamo conferisce loro una vera unicità. Un procedimento, che parte dalla pinhole digital art, ma ne dilata le potenzialità fino ai suoi estremi confini.

L’immagine passa così attraverso diversi stadi di elaborazione, e vede la luce senza alcun tipo di intervento invasivo, (quale il retouch con photoshop), che porterebbe a stravolgere il portato originale della creazione.

L'opera prende vita dunque attraverso un lento processo di nascita, quasi un incedere alchemico, che inizia con la ripresa del soggetto con la tecnica stenopeica, a coglierne la verità e l'essenza ultima, e prosegue con la stampa in digigraphie.

La povertà artigianale della tecnica stenopeica, che ci riporta alle origini dell'arte fotografica, e l'estrema modernità dell'apporto digitale in fase di stampa, creano un'opera pronta a passare attraverso l'esclusivo trattamento che costituisce la parte finale della creazione.

L’artista utilizza a questo punto un procedimento unico e originale che, grazie ad alcuni materiali esclusivi, trasforma la fotografia in dipinto, conferendogli profondità e spessore.

Così, dalla verità colta dalla fotografia stenopeica, alla sua elaborazione creata grazie alla procedura di stampa in digigraphie, si arriva alla nascita di un vero e proprio dipinto, capace di conferire quella tridimensionalità che solo la pittura sa regalare.

Fabrizio Bergamo

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