RICALCOLO PERCORSO: Tom Porta

Monday, November 28, 2016

 

L’artista milanese  inaugura, il 10 novembre 2016 (h.18.30) alla Galleria Mario Giusti HQ-HEADQUARTER di Milano, in Via Cesare Correnti 14, una mostra che non possiamo definire solamente nuova. Queste opere attraversano decise la strada di tutti gli studi che hanno caratterizzato la sua ricerca negli ultimi 10 anni e che qui trovano un ampio respiro.

Si intuisce dal titolo, RICALCOLO PERCORSO, che siamo di fronte ad una felice risistemazione artistico-ispirativa, allo sfogo di una forte curiosità alla ricerca di una forma diversa: di un fondale insolito su cui appoggiare tecnica e studi, sperimentazione e osservazione. Sempre forte di un mestiere della pittura che padroneggia in modo mirabile.

La mostra durerà fino al 3 dicembre.

 

Scrive Porta: “… Durante l'estate del 2015, dopo la mostra Inferno sulla I Guerra Mondiale, un ciclo che mi ha occupato un anno e mezzo, è successo qualcosa.

Dopo anni in cui ho raccontato, con il linguaggio della pittura, momenti importanti del passato collettivo ho sentito l'urgenza, fisica, di una ricerca differente.

 

Sarei stato capace di raccontare il presente?

 

Apparentemente una cosa semplice, l'osservazione di cose e persone del mio quotidiano e la trasposizione pittorica, è stata tutt'altro che facile.

Questo momento di riflessione è coinciso con altri due fattori, prettamente tecnici, che a tutta prima possono risultare secondari.

Il ritorno all'olio dopo cinque anni, nuovi supporti e la riduzione sensibile dei formati.

Tre elementi fisici cruciali, un po' come scegliere una lingua diversa per raccontare una storia.

 

Ora occorreva misurarsi con la visione e la mano, i volti, le espressioni, i luoghi e i momenti. Mi sono ritrovato studente, dipinto dopo dipinto.

L'entusiasmo della sperimentazione, la frustrazione dell'insuccesso, la soddisfazione del progresso, fino a raggiungere una nuova consapevolezza.

Mi ritrovo in ogni dipinto, in ogni luogo, ogni oggetto e in ogni corpo che ho rappresentato.

Una strada differente verso la stessa meta.

Cambio sentiero, ma so dove devo andare, so quale è la mia strada.

Ricalcolo percorso…”

 

Quindi siamo di fronte a qualcosa di ben noto nell’arte e nella sperimentazione, il cambiamento.

 

Paesaggi urbani e ritratti, veri e propri studi concettuali come quelli sul BUCO, le nuove sculture, gli amatissimi cani, gli oggetti della sua collezione di fantascienza… il riflesso della sua casa studio dove gran parte dell’ispirazione si forma.

Particolarmente curiosa, forse la vera novità in assoluto, è la coincidenza tra tutto questo e le nuove tecniche pittoriche, di cui Porta parla ampiamente, dimostrando dunque non un passaggio per una semplice sperimentazione ma l’emergenza di una nuova prospettiva di “costruzione sociale” della sua pittura.

L’esempio più lampante di questo nuovo fronte artistico è la presenza di soggetti vivi e non storici. Pur parlando del presente ne dà un’interpretazione completa, organica, senza mai dimenticare la complessità dei vissuti personali e collettivi. E’ poi molto interessante notare come le tracce incancellabili del vecchio sentiero espressivo, che abbiamo ritrovate nei teschi di THE BOX o nei ritratti di Zappa e Hendrix, continuino ad essere costruzione di schemi e collegamenti cognitivi finalizzati a superare i limiti del tradizionale dualismo tra cultura-arte, natura-cambiamento. Non c’è manierismo o compiacimento estetico ma una figurazione a più strati come se la sua spinta non fosse solo l’osservazione. Davvero molto interessante. Insomma, Porta riesce a mantenere quella potenza espressiva che lo ha reso famoso, anche questa volta,  anche nelle piccole cose…

Non resta che venire a trovarci...

Mario Giusti

Milano, 31 ottobre 2016

 

 

Foto: Gaia Menchicchi

 

 

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