CHOKORA - Valentina Tamborra

Monday, May 22, 2017

 

CHOKORA'

IL BARATTOLO CHE VOLEVA SUONARE

DI VALENTINA TAMBORRA E MARIO DE SANTIS

 

IN COLLABORAZIONE CON AMREF

CON LA PARTECIPAZIONE DI

LUCA ARTIOLI, ANDREA GRECO, TOM PORTA E ALESSANDRO SPADARI

“… Un barattolo che da sozzura diventa cultura, un pezzo di latta che si fa tamburo...”

 

Si pronuncia “Ciokorà” , in Shwahili significa rifiuto.
Questo il nome che viene dato ai bambini di strada a Nairobi.
Bambini che nella spazzatura vivono, o meglio sopravvivono.
Dall’immensa discarica di Dandora agli slum di Dagoretti 

sino alla sede Amref, vi racconteremo la loro storia e quella di un barattolo.
E’ una storia di rinascita, di infanzia che torna ad essere vissuta, di speranza.
E’ la storia di un rifiuto che diventa musica, gioco, nuova vita

 

 

La Galleria HQ- HEADQUARTER di Milano è lieta di ospitare questo progetto multidisciplinare di Mario De Santis, scrittore e Valentina Tamborra, fotografa. La mostra fotografica di Valentina, accompagnata dai testi di De Santis si svolgerà in concomitanza con il 60° dell’associazione Amref ed è l’occasione per raccontare il loro recente viaggio a Nairobi dove hanno documentato raccontandola la vita dei bambini nelle discariche ed il lavoro di AMREF per migliorarne la vita. 

Insieme alle foto ed ai testi ci saranno anche le tele di Artioli, Greco, Porta e Spadari che parteciperanno a questo progetto ognuno con una sua interpretazione del tema Chokorà.

Pur se non nuovi a questo genere di lavori e collaborazioni, del resto nel mondo sta prendendo sempre più piede questo desiderio di contaminazione fra artisti di diverse discipline, per i nostri questo è un impegno davvero molto importante, sia per il tema e la ricorrenza che per l’impegno che è stato profuso. Soprattutto nell’esperienza di vita raccontata dalle foto di Valentina Tamborra.

 

“Chokorà - Il barattolo che voleva suonare “ è un progetto fotografico e narrativo di Valentina Tamborra, Mario De Santis, e Amref Italia, per testimoniare la condizione delle migliaia di bambini di strada che portano quel nomignolo e raccontare il percorso di un oggetto, magari un semplice barattolo e la sua trasformazione da rifiuto abbandonato in una discarica a strumento musicale.

 

Una storia a suo modo di riciclo, di arte manuale e creativa, ma anche un racconto del percorso di vita, del processo di rieducazione e valorizzazione delle persone riportate alla dignità con il lavoro fatto nei centri di Amref in cui i bambini di strada vengono aiutati nel reinserimento sociale e famigliare. La musica e il canto sono dappertutto nel contesto sociale del centro Africa, come in Kenya e gli stessi “Chokorà” hanno imparato a fare canzoni e filastrocche con questo loro nome, agitandolo come un vessillo di infamia che

viene usato come bandiera di identità. Mantenuto come memoria e riutilizzato nel suo valore iconico e musicale, così come recuperato e valorizzato è poi l’oggetto tra le loro mani.

 

Un barattolo che da sozzura diventa cultura, un pezzo di latta che si fa tamburo. Li abbiamo incontrati, in strada, negli slum, nelle discariche, soli o ancora in famiglie, e abbiamo documentato con foto e testi tutto il viaggio dai primi contatti con i social worker al primo arrivo per gioco nei centri alla decisione di restare, di studiare e di partecipare ai laboratori artistici.

Ci siamo soffermati sulla musica perché il ri-uso che in quell’esperienza viene fatto del materiale di platica e metallo trovato nelle discariche ci sembrava particolarmente simbolico per riportare agli occhi e alla mente di chi osserverà e leggerà, questa realtà, dura, difficile, e la difficile ed efficace sfida lanciata da Amref : dare a questi bambini una seconda opportunità di vita, salvarli dall’essere burattini di spazzatura sociale trasformandoli in bambini che vivono nel mondo.

 

Mario Giusti

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